
Caterina prende una pentola e la riempie d’acqua, la chiude con un coperchio trasparente e la mette sul gas. Ama i coperchi trasparenti perché prima si appannano e poi addensano il vapore in goccioline che scivolano per tornare nell’acqua che si riscalda. Poi prende una padella in cui mette a rosolare nell’olio d’oliva qualche spicchio d’aglio, acciughe sott’olio e capperi agitando il tutto con il mestolo di legno. Aspetta che l’aglio si ingiallisca e che le acciughe si sciolgano nell’olio bollente e poi ci versa sopra il contenuto di un intero barattolo di pomodori pelati. Il mondo sfrigolante della padella si acquieta per qualche secondo e si trasforma lentamente in un mondo rosso profumato di bollicine ribollenti. Intanto anche l’acqua nella pentola sta bollendo. Caterina mette mezzo pugno di sale grosso nell’acqua ed un pizzico di sale fino nel sugo. Rimescola il sugo e lo assaggia con la punta delle labbra sul mestolo di legno. Aggiunge un pizzico più piccolo di zucchero e ancora un pizzico di sale. Prende un pugno di linguine, quelle ruvide, senza pesarle sa che sono poco più di trecentocinquanta grammi. Tenendole strette nel pugno le poggia al centro della pentola, poi apre la mano. Le linguine si dispongono a raggiera sul bordo della pentola come i petali sottilissimi di un fiore (così sembra a Caterina) e lei le spinge delicatamente ma velocemente nell’acqua con il mestolo di legno. Dodici minuti di cottura. Caterina spegne il fuoco sotto la padella con il sugo che intanto si è cotto e poi dà una girata alle linguine.
Mentre la pasta cuoce Caterina raccoglie un bel mazzo di prezzemolo dal balcone, lo lava e lo tagliuzza poi lo versa nel sugo. Aggiunge anche un po’ di pepe e rigira il tutto con il mestolo. Con una forchetta tira fuori dalla pentola una linguina e la bagna nel sugo, poi l’assaggia. Deve cuocere ancora qualche minuto, di sale è perfetta.
Cucinare le dà soddisfazione.
Prende lo scolapasta grande di plastica verde e lo sistema nel lavandino, poi apre l’acqua fredda per far raffreddare le tubature che, alla lunga, con l’acqua bollente rischiano di rovinarsi. Ancora un paio di minuti poi scola la pasta ancora al dente e la versa nella padella con il sugo. Accende il fornello, aggiunge un pugno di pane grattato e rigira il tutto sul fuoco fino a che il condimento non è ben amalgamato con la pasta. L’odore è invitante. Prepara i piatti e li mette sul tavolo della cucina.
È pronto – grida – tutti a tavola.
Mentre la pasta cuoce Caterina raccoglie un bel mazzo di prezzemolo dal balcone, lo lava e lo tagliuzza poi lo versa nel sugo. Aggiunge anche un po’ di pepe e rigira il tutto con il mestolo. Con una forchetta tira fuori dalla pentola una linguina e la bagna nel sugo, poi l’assaggia. Deve cuocere ancora qualche minuto, di sale è perfetta.
Cucinare le dà soddisfazione.
Prende lo scolapasta grande di plastica verde e lo sistema nel lavandino, poi apre l’acqua fredda per far raffreddare le tubature che, alla lunga, con l’acqua bollente rischiano di rovinarsi. Ancora un paio di minuti poi scola la pasta ancora al dente e la versa nella padella con il sugo. Accende il fornello, aggiunge un pugno di pane grattato e rigira il tutto sul fuoco fino a che il condimento non è ben amalgamato con la pasta. L’odore è invitante. Prepara i piatti e li mette sul tavolo della cucina.
È pronto – grida – tutti a tavola.
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