
L'ho letto perché uno mi ha detto di leggerlo. Era un commesso della libreria, gli avevo chiesto qualcosa di poco impegnativo. Mi sa tanto che ha capito tutto il contrario.
***
Lo sto leggendo adesso. Voglio vedere dove va a parare.
***
L'ho comprato prima di andare a lavoro e l'ho messo in tasca. Me lo sono dimenticato per mezza mattinata. Alle undici ho preso il caffé e mi sono fumato una sigaretta, poi sono scappato in bagno. È spuntato dalla tasca grande dei pantaloni mentre me li abbassavo. Ho passato più di mezz'ora nel bagno e l'ho letto tutto, velocemente. Quando sono uscito il direttore mi ha chiesto se fosse tutto a posto. Ho mentito che non mi sentivo bene per niente e lui mi ha detto di tornarmene a casa. L'ho riletto tutto più lentamente, sul divano, ascoltando musica classica e fumando una sigaretta dietro l'altra.
***
Alcune cartoline arrivano da molto lontano, altre da tempi più prossimi al mio.
***
L'ho letto fino a pagina cinquantuno, poi ho avuto paura.
***
Ne leggevo una al giorno, prima di dormire. Per qualche motivo il racconto della morte altrui allontanava i pensieri cattivi. Mi è servito a superare l'inverno. La scuola è quasi finita e forse mi salvo anche quest'anno.
***
Non so perché, ma più lo leggevo e più mi sembrava superfluo che le pagine fossero numerate. Alla fine ho preso una forbice e ho risolto il problema. Adesso ho un libro come dico io e un barattolino con angolini di carta numerati da sette a centotrentasette.
***
L'ho rubato alla libreria della stazione perché era piccolo. Mi è bastato solo da Lecce a Fasano. A Foggia è morta anche la batteria dell'Ipod. Fino a Torino mi sono dovuto accontentare del ritmico rumore di rotaie e del tetris del cellulare.
0 commenti:
Posta un commento