martedì 1 novembre 2011

Il mondo fuori produzione (La ragazza che non era lei).


Alla fine sono entrato al Mercatone dell'usato di Japigia. L'avevo adocchiato un paio di volte uscendo dalla statale ed entrando a Bari dal suo lato più meridionale, abitativo, periferico, complessato. Ci sono andato apposta, nel mio giorno libero dal lavoro. Motivo ufficiale: comprare un appendiabiti per l'ingresso visto che la lampada rotta non regge più il peso dei cappotti di noi due (io e lei). (Io e lei) abbiamo varcato la gigantesca soglia da magazzino del Mercatone. Di fronte due corridoi di mobili componibili (cucine per lo più) apparentemente databili tra il 1975 e il 1985 (provare per credere, insomma). Abbiamo girato a sinistra. (Lei) ha accelerato il passo verso due mobili pieni di libri usati, (io) mi sono fermato ad un piccolo labirinto di apparecchi elettrici, televisori a tubo catodico, videoregistratori, giradischi, registratori a bobine, macchine fotografiche analogiche. Mi sono fermato a guardare due casse per stereo di un marrone troppo anni settanta per lasciarmi indifferente. Due Davoli Krundaal. Ho rimosso la retina di protezione e esaminato l'unico cono. Sembrava intatto. Se la cosa non mi sembrasse troppo improbabile per essere vera, direi che sembrava fatto a mano. (Lei) mi si è avvicinata, ha trovato un libro di Melville stampato negli anni '60, un Urania di Vonnegut, Naufragio con spettatore di Blumenberg e qualche altro piccolo tesoro da due euro. Ho chiesto il prezzo della coppia di casse. Venticinque euro. (Io e lei) ci siamo allontanati in cerca di un appendiabiti per l'ingresso. Ce ne erano due quasi neoclassici in legno - con l'aria pesante - e uno di metallo, silver, con pomelloni di plastica rossa - troppo anni ottanta.
Insomma siamo usciti con tre libri e una coppia di casse Davoli Krundaal. Felici come bambini (io e lei).
In macchina (io) parlo delle casse e (lei) dei libri. A casa (lei) sfoglia i libri e (io) monto le casse. (Io) scelgo il disco giusto per provare le casse. (Lei) analizza le sottolineature sul libro di Blumenberg fatte senza dubbio da uno studente universitario. (Io) accendo il giradischi e metto su la colonna sonora di Hair perché è il trentatregiri con un basso pompato come pochi e poi perché so che piace anche a (lei). (Lei) mi dice che nel libro c'è scritto a matita

Prof. Papa -> 317.287
riceve il giovedì
appello aprile 7/4/
(io) metto la puntina e aspetto il putuputuputupum iniziale di Aquarius che arriva caldo e morbido, incredibilmente acustico, dalle Davoli. Un momento perfetto.
Il divano è di fronte alle casse. Affondo e chiudo gli occhi. (Lei) ha acceso il computer.
Immediatamente il balletto sull'erba di Hair si concretizza nella musica con la cantante nera con i fiori nei capelli che urla Aquarius e il mondo le gira attorno.
Ho finito da pochi giorni la lettura di La ragazza che non era lei di Tommaso Pincio e lo sto assimilando in attesa di riuscire a raccogliere ordinatamente le impressioni e le riflessioni a proposito. Il suono delle Davoli e l'arrangiamento dei fiati, l'ancheggiare sinuoso del basso, sembrano suggerirmi la chiave di lettura. Mi viene in mente che è un libro analogico come il vinile di Hair, artigianale come le Davoli e (guarda un po') fuori produzione come entrambi. Non sperate di trovarlo in libreria. (Io) ce l'ho perché (lei) ha fatto la giurata al Premio Città di Bari del 2006 e il libro è finito nella cinquina. Un libro fuori commercio ma assolutamente necessario come il vinile di Hair e le casse Davoli e non solo perché profuma di Burroughs e Vonnegut contemporaneamente. Un libro onesto, evidentemente sofferto, meno onirico di quello che sembrerebbe, incredibilmente concreto pur nell'ambientazione all'inizio apocalittica e poi quasi beat prima del finale ricorsivo e psichedelico.
(Lei) si alza per girare il disco che ha smesso di suonare. (Io) le dico: Brava.
Le Davoli riprendono a vibrare su Party Music e io riprendo a riflettere su un bellissimo libro che non potrei più comprare mentre sento un disco eccezionale che non potrei più comprare con delle casse favolose che non potrei più comprare.
(Io e lei) nel mondo fuori produzione.

2 commenti:

Liborio Conca ha detto...

che bel racconto.

Cristò ha detto...

Grazie.